Partiti di testa/ 3
Joe Miller
Le guardie private di Joe Miller hanno ammanettato il direttore del sito Alaska Dispatch, Tony Hopfinger, mentre tentava di fare domande al candidato del Tea Party dopo un comizio ad Anchorage. Non è stata la polizia, ma i pretoriani a contratto dell’aspirante senatore, incaricati di sedare ogni potenziale interferenza alla campagna elettorale. Miller è il volto oltranzista del Tea Party, troppo libertario e indipendente persino per Sarah Palin, che pure lo ha sostenuto.
17 AGO 20

Le guardie private di Joe Miller hanno ammanettato il direttore del sito Alaska Dispatch, Tony Hopfinger, mentre tentava di fare domande al candidato del Tea Party dopo un comizio ad Anchorage. Non è stata la polizia, ma i pretoriani a contratto dell’aspirante senatore, incaricati di sedare ogni potenziale interferenza alla campagna elettorale. Miller è il volto oltranzista del Tea Party, troppo libertario e indipendente persino per Sarah Palin, che pure lo ha sostenuto. In cambio, Miller ha detto che Sarah “non ha le qualità per fare il presidente”. La risposta di Palin è arrivata attreverso il marito Todd, che ha mandato una mail infuocata di protesta.
Nella sua goffaggine Miller ha inoltrato il messaggio al suo staff, ma uno degli indirizzi era tragicamente sbagliato; invece dell’estensione @miller.us ha usato @miller.com. Errore fatale. La mail è comparsa poche ore più tardi su un sito di gossip politico e Miller si è dovuto giustificare con una serie di improbabili piroette. C’è una scuola di pensiero che insinua il dubbio: l’ha passata apposta alla stampa per smarcarsi dagli ingombranti protettori Palin e farsi una vita sua. Rimane più di un dubbio sul fatto che Miller sia tanto machiavellico.